Penne del pittore, un piccolo dono, ricetta mia

 

Queste penne non sono buone per scrivere il mio prossimo romanzo, neppure per disegnare la traccia del nuovo progetto di mio marito ark. Carlo Fontana, ma potranno presentarsi in tavola come la più amabile e colorata sorpresa per una cenetta a due, quattro, o forse sei, se di scarso appetito…

In una zuppiera versate la panna, quasi un’intera confezione (non troppo liquida, esistono preparazioni ottime di panna di soia che va benissimo, è vegetale, più leggera della comune panna da cucina) burro (30 grammi), una manciata generosa di parmigiano, gorgonzola a piacere (diciamo mezza porzione di una confezione cremosa che si acquista al supermercato) …Mentre l’acqua sta per bollire, posate la zuppiera sul bordo della pentola per far sciogliere gli ingredienti dolcemente e lasciarli amalgamare. Fate soffriggere soltanto uno spicchio d’aglio nell’olio in un tegame e versate una scatoletta di pomodori pelati appena l’aglio comincerà a sfrigolare. Lasciate cuocere il sughetto salandolo a piacere. Buttate la pasta: penne e solo penne; ottime le mezze penne o la varietà rigata; per questa salsa ne occorreranno al massimo 400 grammi. Quando saranno cotte (al dente), scolatele e versatele nella zuppiera con il condimento bianco. Mescolate, e unite ancora calda la salsa di pomodoro che avrà finito di cuocere (non l’avrete fatta ritirare troppo). Mescolate ancora.

Eccovi servite le arrossite e buonissime penne del pittore, per voi e qualche amico, se vorrete. Carlo e io le amiamo, soprattutto a fine di una giornata noiosa, soprattutto se è arrivata una cartella di tasse da pagare (non siamo evasori mai), soprattutto se c’è stato, in giornata, un viaggio faticoso di lavoro. È una ricetta buona anche per una sera fresca d’estate, per gustarsela con amici attorno a un tavolo con i grilli che ancora friniscono, aumenta la voglia di chiacchierare insieme, di condividere. Io l’ho creata per caso, avevo un po’ di rimanenze varie nel frigorifero, e quella golosità che mi prende se mi accorgo di un avanzo di gorgonzola dolce e cremoso, come quella sera. Quel pomeriggio di maggio, Carlo e io avevamo partecipato a un torneo di Burraco, arrivammo ultimi; inconsolabili. Ci portammo a casa una coppia di sconfitti come noi. Cucinai, apparecchiammo in giardino, si stava bene. Mangiando questo piatto ci esplose il sorriso e restammo svegli fino a notte fonda, all’aperto, quattro sotto il cielo di stelle e una falce di luna, a raccontarci sorridendo, per diventare con Mara e Marcello, amici inseparabili. Mai dimenticata quella notte e neppure la ricetta che continuo a cucinare con vera gioia e ghiottoneria. È il mio peccato di gola. Se dovessi scegliere un vino per abbinarlo, sarebbe certo un buon Rosso di Montalcino, o magari un prezioso Ornellaia che adoro.

Buon appetito.

 

 

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