Madeleine Proust

 

Ho appena mangiato una madeleine (oggi nel 1871 nasceva a Parigi Marcel Proust), come posso pensare: Oggi panzanella? meglio un sorso di digiuno, al ricordo delle parole belle di Marcel, capace di accarezzarti dentro.

Firenze

 

Una veduta che meraviglia, Firenze è una sorpresa continua.

Buongiorno giorno a voi che mi leggete.

Dalla cupola su di voi.

 

Polpette toscane

 

Certo, sono una scrittrice, amo creare storie, ma amo anche cucinare, e penso che la buona cucina assomiglia a una buona storia. Devi programmare il tuo evento culinario, curarlo, lasciarlo lievitare come un ottimo racconto. Eccoti una ricetta squisita, che piace ai grandi e ai piccini, come un saporoso libro.

 

Per le polpette

6 etti di carne macinata scelta

6 fette di pan carrè bagnate nel latte

4 cucchiai di parmigiano

Farina qb

Sale qb

Pepe qb

1 uovo

Per la salsa

2 spicchi d’aglio

Olio qb

Pomodori pelati, o polpa di pomodoro se piace di più

Procedimento

Impasta la carne macinata con le 6 fette di pane ammollate nel latte e strizzate, il formaggio, sale, pepe, l’uovo e forma piccole polpette che rotolerai nella farina badando che non sia troppa.

Nel frattempo, in una pentola larga, versa un generoso filo d’olio e metti a soffriggere l’aglio. Dopo pochi minuti versa il pomodoro e fai bollire 5 minuti. Adagia le polpette, per le quantità che ti ho dato ne verranno circa 60. Lasciale cuocere nella salsa girandole garbatamente fino a che non avranno preso un bel colore dorato.

Buon appetito

 

Il mio Irena Sendler

 

Irena Sendler la vita dentro un barattolo è un libro fortunato. Mi ha stupito e continua a stupirmi per gli abbracci che riceve viaggiando di lettore in lettore.

La scuola secondaria “Aldo Moro” di primo grado di Solbiate Olona in provincia di Varese, ha trovato e letto la mia Irena in occasione del Giorno della Memoria dell’anno 2016 e ha voluto condividere il mio libro con l’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani). L’ANPI ha deciso di aggiungere ai piedi del monumento dedicato all’eroina Irena Sendler all’interno del Parco della Memoria presso Varese, un grande libro in granito bianco che avrebbe ospitato il testo intero del mio racconto con il significato di: La speranza che cresce, nonostante tutto. Il grande libro è stato così realizzato. Il libro in granito che contiene il mio racconto in dodici tavole, è stato costruito in modo che il visitatore, seduto comodamente sull’erba, possa leggerlo. Tutto questo mi ha emozionato molto, e mi emoziona che le mie parole siano là, vicinissime a quel bambino scolpito nel marmo che simboleggia tutti i 2500 bambini che, attraverso il coraggio di Irena, si sono salvati dal ghetto di Varsavia e hanno trovato una nuova famiglia. Le mie parole impresse sul granito sono dedicate al cuore di chi ha sofferto durante la persecuzione ebrea e alla portata del lettore; trovo questa un’iniziativa straordinaria. Ecco per voi alcune immagini del progetto. Tra qualche giorno andrò a visitare quel parco, sarà un grande giorno.

Ponte Santa Trinita

 

Il ponte Santa Trìnita è un ponte di Firenze. È stato descritto da Giovanni Spadolini, che a Firenze è nato, come uno dei più bei ponti di tutta Italia e come fra i più eleganti d’Europa. Unisce piazza Santa Trinita a piazza de’ Frescobaldi (Wik).
I ponti, che fascino.
Buongiorno giorno, a tutti voi.

 

Primavera

 

Non ho filtri, non cartine magiche, né occhiali speciali, niente. Attraversare il buio mi inquieta, ma la natura impera e io la abbraccio.
Buongiorno primo giorno di primavera.

(vista di sole dal mio studio)

Fritto

 

Mi piace il fritto, sembra riempire, a volte, la mia consapevolezza. Dopo l’odore dell’amore è quello il più pregnante. Il suo incanto si espande nell’essere indigesto; non così diverso da un bene stracciato, fuso in olio bollente, apparecchiato anche a tavola, quasi ogni giorno. E puoi mangiarlo in piedi, passeggiando ovunque, sognando paesaggi differenti, lontani. Ti resta dentro a lungo, forse, questa è la sua migliore magia.

Quelli che

 

Quelli che ti dicono:

“Non ti fai mai viva.”

“Puoi chiamarmi, se vuoi.”

“Non ti sento mai.”

Anche:

“Vorrei prendere un caffè con te, chiamami che fissiamo.”

A tutti dico: “Sì, va bene” e li guardo negli occhi; gli occhi perché è lo sguardo che rivela l’intenzione, la sincerità, anche il sentire di una persona, se il sentire c’è. Spesso negli occhi non trovo neanche una domanda, allora giro i tacchi e vado, il dispiacere non dura niente, so di non aver lasciato nulla per strada: neppure un briciolo d’anima.

Buongiorno giorno di sole di marzo: battimi in fronte senza farmi male, è ancora carnevale.