Fiorirà

 

I pasticci della notte, quando non ci lascia dormire, e tiene gli occhi aperti e i pensieri svegli. Il corpo che sì, riposa, ma la testolina no, e va, va lontano, dove meno ce lo aspettiamo a frugare e cercare e trovare le immaginazioni più scomode, spaventose e dolorose. Allora è bello al mattino alzarsi e abbracciare la luce, aprire la porta finestra e, nel freddo, correre a vedere se la forsitia ha i bocci; sì, ci sono e lei ci dice: “Presto fiorirò”.
Buongiorno giorno.

Venere

 

Di venere e di marte non si arriva né si parte…
dice un proverbio, un detto, o qualcosa di simile.
A me invece il venerdì – anche molto il martedì – piace tantissimo, e ancor di più mi piace cominciare qualcosa – per esempio scrittura – in uno di questi giorni, oppure partire, o preparare la valigia, ad esempio, se la partenza è il giorno dopo. Non so perché, è sempre stato così. Forse mia nonna direbbe che sono sempre stata, e nata, ‘bastian contrario’, forse; infatti adoro anche che un gatto nero possa attraversarmi la strada… ecco, ho detto qualcosa di me: venere e marte della settimana amata, certo mi lasciano innamorata.
Buongiorno giorno 18 con voglia di scherzare, eppure il venerdì lo adoro.

Scrivere

 

Mi piace scrivere al mattino, quando la coscienza è ancora leggera e addormentata, quando i fatti non sono saliti di fronte allo sguardo a gridare per avere l’attenzione, ma tutto silenziosamente tace, si abbraccia alla notte appena fuggita che ancora ascolto, e io, pian piano, attraverso le parole che scivolano sul foglio, prendo coscienza della luce, del tempo atmosferico e di quello che scorre verso il risveglio. Tutto accade semplice, la penna che va, io dietro di lei, senza forzare, lasciando uscire sensazioni, piccole sorprese, impressioni. E tutto questo, conservo su dei fogli, ma soprattutto nella mia memoria lieve, ogni giorno al buongiorno.

(Nella foto: Alberto Casiraghy, non conosco il titolo dell’opera)

 

 

Lentissima

 

Lentissima. Lo sarò per tutto il giorno; lo ha detto l’oroscopo? Sì, ma non per questo, non credo che io debba prestare attenzione all’oroscopo; ma vorrei non perdere niente di ogni ora, oggi, e ripensarle tutte in fila questa sera. Troppe volte mi sento frettolosa e quando fa notte, ripensando alle ore della mia giornata che si abbracciano tutte, mi è difficile distaccarle, riconoscere i pensieri, quei piccoli fatti accaduti, anche se leggeri, minimi, che hanno corso dal mattino alla sera. Oggi no. Andrò piano, così piano da ricordare tutto, e scriverlo, anche. Il prato era bianco questo mattino, l’aria ancora pungente come nei giorni scorsi, tra poco uscirò. Giorno della mia piccola memoria buongiorno, vengo da te.
(Sheep Switchback, Blatten, Swizterland nella foto)

Cold war, grande cinema

 

A me Cold war è piaciuto, molto. Un amore che non può far stare insieme, un amore che non permette di essere lontani.
L’amore della propria vita.
(e la Polonia, la storia dell’Europa, in un ventaglio di anni)
Buongiorno giorno 9 gennaio 2019

Epifania

Che sia una felice Epifania, per esempio con persone vere e amate vicino. Il termine Epifania deriva dal greco ”Epifaneia”, cioè “manifestazione”, “illuminazione”. È questo che amo di questa ricorrenza, custodire dentro di me qualcosa che appaia alla luce in questo giorno di freddo e pioggia, d’inverno bello. Buona Epifania a chi mi abbraccia, a chi ho intorno e nel cuore.

Felice 2019

… questo video lo posto perché sia di buon augurio, perché fa sperare cose buone, cose belle, perché è leggero – il video nel suo contenuto – proprio come un volo, e così spero che possa correre questo nuovo 2019!

Idag har vi firat Internationella vegandagen. Varför då? För att alla djur vill vara fria.Från filmen Les Convoyeurs via organisationen Especismo Cero.

Pubblicato da Djurens Rätt su Sabato 1 novembre 2014

Tristezza

 

A volte ho delle venature di tristezza che non so dire neppure io stessa. Mi si appiccicano così come mantelli sulle spalle, e non riesco a farli cadere, non so farli cadere. Se sollevo lo sguardo, un certo sole mi osserva e sembra dirmi: “L’estate è vicina,” mi tende la mano… voglio dargli la mia, per fare quel solito giro insieme, a scoprire qualcosa. Ecco che i mantelli cadono dalle spalle, naturalmente, per il movimento del mio braccio, l’allungarsi della mia mano; sorrido.
Buongiorno giorno.

Nella foto: vicino a Natale, quanti bimbi sorpresi…

TEATRO: Sicilia, di Clyde Chabot

 

Spettacolo visto ieri sera al Fabbrichino di Prato: Sicilia, di Clyde Chabot. Tutti seduti a un grande tavolo con assaggi di pecorino con pepe e vino Nero d’Avola, e lei, capotavola, con il suo racconto.

Identità e origini sono i cardini di questo lavoro autobiografico della Chabot, che riunisce il pubblico attorno a un grande tavolo immergendolo in una atmosfera calda e conviviale per cercare di ricostruire la storia della sua famiglia. È un canto sulle orme dei suoi antenati, emigrati alla fine dell’Ottocento dalla Sicilia verso la Tunisia, prima di trasferirsi in Francia negli anni Cinquanta, e un controcanto che sposta ciò che potrebbe sembrare un’indagine genealogica sulla questione politica dell’esilio.

Una vera e propria commossa esperienza di archeologia familiare prende corpo attraverso il racconto del viaggio della Chabot verso la sua terra di origine, la Sicilia appunto, intrapreso nel 2010 con la figlia (sua moderna e francese discendenza) alla ricerca dei luoghi di cui ha sentito parlare, della lingua che non si perdona di non conoscere, delle tradizioni delle quali, in un impasto di modernità e arcaismo, conserva delle tracce.

È il diario di bordo di una spedizione in cerca di tasselli di vita di nonni, bisnonni e bis-bisnonni espatriati in cerca di un futuro migliore, squarci di memoria labilissimi aperti nell’oblio del tempo, piccoli indizi di intere esistenze quasi del tutto cancellate dalla grande storia.”

Buongiorno giorno 14