Epifania

Che sia una felice Epifania, per esempio con persone vere e amate vicino. Il termine Epifania deriva dal greco ”Epifaneia”, cioè “manifestazione”, “illuminazione”. È questo che amo di questa ricorrenza, custodire dentro di me qualcosa che appaia alla luce in questo giorno di freddo e pioggia, d’inverno bello. Buona Epifania a chi mi abbraccia, a chi ho intorno e nel cuore.

Felice 2019

… questo video lo posto perché sia di buon augurio, perché fa sperare cose buone, cose belle, perché è leggero – il video nel suo contenuto – proprio come un volo, e così spero che possa correre questo nuovo 2019!

Idag har vi firat Internationella vegandagen. Varför då? För att alla djur vill vara fria.Från filmen Les Convoyeurs via organisationen Especismo Cero.

Pubblicato da Djurens Rätt su Sabato 1 novembre 2014

Tristezza

 

A volte ho delle venature di tristezza che non so dire neppure io stessa. Mi si appiccicano così come mantelli sulle spalle, e non riesco a farli cadere, non so farli cadere. Se sollevo lo sguardo, un certo sole mi osserva e sembra dirmi: “L’estate è vicina,” mi tende la mano… voglio dargli la mia, per fare quel solito giro insieme, a scoprire qualcosa. Ecco che i mantelli cadono dalle spalle, naturalmente, per il movimento del mio braccio, l’allungarsi della mia mano; sorrido.
Buongiorno giorno.

Nella foto: vicino a Natale, quanti bimbi sorpresi…

TEATRO: Sicilia, di Clyde Chabot

 

Spettacolo visto ieri sera al Fabbrichino di Prato: Sicilia, di Clyde Chabot. Tutti seduti a un grande tavolo con assaggi di pecorino con pepe e vino Nero d’Avola, e lei, capotavola, con il suo racconto.

Identità e origini sono i cardini di questo lavoro autobiografico della Chabot, che riunisce il pubblico attorno a un grande tavolo immergendolo in una atmosfera calda e conviviale per cercare di ricostruire la storia della sua famiglia. È un canto sulle orme dei suoi antenati, emigrati alla fine dell’Ottocento dalla Sicilia verso la Tunisia, prima di trasferirsi in Francia negli anni Cinquanta, e un controcanto che sposta ciò che potrebbe sembrare un’indagine genealogica sulla questione politica dell’esilio.

Una vera e propria commossa esperienza di archeologia familiare prende corpo attraverso il racconto del viaggio della Chabot verso la sua terra di origine, la Sicilia appunto, intrapreso nel 2010 con la figlia (sua moderna e francese discendenza) alla ricerca dei luoghi di cui ha sentito parlare, della lingua che non si perdona di non conoscere, delle tradizioni delle quali, in un impasto di modernità e arcaismo, conserva delle tracce.

È il diario di bordo di una spedizione in cerca di tasselli di vita di nonni, bisnonni e bis-bisnonni espatriati in cerca di un futuro migliore, squarci di memoria labilissimi aperti nell’oblio del tempo, piccoli indizi di intere esistenze quasi del tutto cancellate dalla grande storia.”

Buongiorno giorno 14

… always believe that something wonderful is about to happen

 

Stanotte si è spezzato un ramo. Ha fatto un suono: CRAC che si è sentito nella notte. Buongiorno giorno dopo la notte del ramo spezzato, sei tutto nuvole basse bianco nero e grigio, ma poco bianco e molto grigio scuro. Io ho voglia di andarmene a passeggio e ci andrò, anche sotto la pioggia, se pioverai.

In Scrittura

Ho scalettato, sono sorpresa, non avrei creduto ma… sì, ecco, la storia c’è, lì che mi aspetta.
E ora, camminare lungo il filo.
Buona serata e Nottete.

(foto da Frammenti di luna, Sergio Staino)

Un anno fa Una sola luce blu in tv

 

È passato un anno esatto da quando il mio libro è stato il libro della settimana di rai3 per la rubrica Buongiorno Regione, TG 3 Rai.

Questo libro che tengo sempre molto vicino a me, vicino al cuore, mi ha dato molte soddisfazioni in passato – è uscito un anno fa – e ancora me le sta regalando. Grazie a tutti per l’affetto e per donarmi i vostri commenti che sono abbracci affettuosi per me.

io in rai, foto bella di Paolo Sarti da casa!

Il sogno e il vero

 

Mettere insieme lavoro e piacere; quando accade mi sento felice… così ieri un piccolo pranzo fuori con Charles, in una locanda emiliana (lì per lavoro mio e suo), molto frequentata dai signori camionisti, quelli che sanno mangiare bene, una locanda trovata per caso. Ho sgarrato la mia perenne dieta prendendo un dolce, prima ne ho lasciato metà, poi sono tornata a tuffarci la forchetta… buono.

E questa notte un pensiero notevole: ho sognato che prendevo una bella strada, con l’auto. E ho sognato mia madre che veniva a casa mia (era giovane e bella) e per lei c’era un letto matrimoniale (quello che con Charles abbiamo messo in camerina a Viareggio questa estate) dove si fermava.

Il sogno era ridente.

Quanto vorrei rivederla, era bella. Stanotte, quel bell’incontro. e un grande abbraccio, dio che abbraccio, tutto naturale e amorevole.

Buongiorno giorno.

 

Ho le scarpe ‘English’… love u

Girata

 

Io stamani mi sono svegliata tutta girata; è anche molto bello sentirsi girate, per quel mondo che si vede capovolto. Amen.
(… ma guarda fuori, che sole, un’aria fredda di autunno inoltrato e un raggio ancora estivo)

I primi momenti, minuti, ore, meglio restare in silenzio, guardare il mondo capovolto e gustarselo così… lentamente, forse tornando ad ammirarlo dritto, scuotersi pronunciando poche parole, queste: “Buongiorno giorno”.